Traduzione : Giammarile Francesco / Grazie mille.:)

Nato a Lione nel 1956, Fabrizio Alibaux si inizia alla batteria (da cucina !) sin dall'età di tre anni. Come la maggioranza dei giovani batteristi di quell'epoca lontana, suona allora sui fustini di detersivo con pelle di carta velina e cappelliere di cartone come casse.
Semiprofessionista sin dai 14 anni, poi professionista dai 17, anche se cercando di proseguire i suoi studi di filosofia, ha la fortuna di attraversare la ricchezza del movimento musicale degli anni 70, punteggiato da musica elettronica e jazz rock, e di scoprire tutta la cultura del jazz grazie a Bernard Seux, esperto negoziante di dischi lionese, che lo inizia, ogni giorno all'uscita di scuola, all'ascolto di migliaia di dischi di jazz.

Suona e progredisce con varie orchestre, dal dixieland dei flagada stompers all'hard bop del contrabbassista Jean Louis Billoud, poi raggiunge l'ARFI (Associazione alla Ricerca di un Folklore), alla sua creazione nel 1977. Il sassofonista Maurice Merle gli presta allora un vibrafono e inizia una carriera di vibrafonista in assolo, parallelamente a diversi duetti e trii della compagnia La Carrerarie, tra i quali " La fête de Sigui " nel 1983, spettacolo interattivo di fantascienza, ispirato al mito dei Dogoni, nel quale integra le sue conoscenze in elettronica ed informatica, per pilotare con il corpo sintetizzatori, luci ed effetti sonori, mediante sensori di pressione, riconoscenza di immagini ecc ..., molto prima della moda degli anni 90.

Dopo aver suonato in molti festival di jazz, fonda all'inizio degli anni 80 la compagnia di danza e musica "Cycadé", con la coreografia di Pascale Vavrot, producendo spettacoli per l'infanzia. Lascia quindi l'ARFI per creare l'ALIBAUX BEAU SHOW, una squadra di musicisti, coreografi, ballerini, scultori, poeti ed artificieri con la quale sono prodotti in estrena spettacoli pieni di suoni e colori di cui scrive le musiche e le messe in scena. Durante le sue partecipazioni e performances al festival di Uzeste, raggiunge episodicamente le compagnia Bernard LUBAT.

Fabrizio Alibaux crea in seguito i robot e la musica dello spettacolo di danza "Piccolissimo e grandissimo", dialogo di due entità con una ballerina, e prosegue le ricerche sulla musica assistita dal computer, approfondendo le sue conoscenze in informatica ed in trattamento digitale del segnale. Sviluppa allora dei programmi acustici di sincronizzazione di onde cerebrali, utilizzati dai piloti aereonautici per ottenere di rilassamento e concentrazione. Dopo aver imparato a volare, diventa istruttore di ultraleggeri ed autogiri, quindi esaminatore di istruttori e infine formatore in fattori umani, per le qualifiche certificate dall'aviazione civile.

Alla ricerca di sangue nuovo per il terzo millennio, forma in compagnia di Arnaud Delolme, giovane batterista di 20 anni, il duo "anche gli elefanti suonano la batteria", ritrovando i legami con le diverse formazioni di batteria animate negli anni 80 e mescolando il lavoro di scrittura e di improvvisazione.

In seguito, ha inizio un nuovo ciclo con la realizzazione di diversi vibrafoni, utilizzando le lame del liutaio Dominique MARCON. La tesitura di 4 ottave e la profondità dei gravi corrispondono alle sue idee musicali, e si produce di nuovo in assoli al vibrafono, sin dalla fine del 2002. Tournée in Tailandia nel corso del primo trimestre 2003, creazione del duo "The Vibes & Drums": ecco di nuovo la sua musica che riscalda il corpo e rinfresca lo spirito!

 

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